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La diagnosi della rottura del legamento crociato

Il legamento crociato

Il legamento crociato è uno dei legamenti fondamentali del ginocchio ed ha la funzione di fornire stabilità all’intero complesso della gamba e di opporsi allo spostamento in avanti della tibia rispetto al femore.

Il crociato è costituito da un tessuto fascicolare di natura fibrosa estremamente resistente ed è collocato al centro dell’articolazione fondamentale del ginocchio. Si compone di due fasci incrociati: di questi, quello anteriore presenta dimensioni maggiori rispetto a quello postero-mediale.

Che cos’è la rottura del crociato

I traumi che coinvolgono questa parte del corpo scaturiscono nella maggior parte dei casi da una rotazione repentina o da uno stiramento eccessivo del ginocchio. L’evento traumatico può portare ad una rottura parziale o totale ed è molto comune tra alcune categorie di sportivi, come i calciatori e gli sciatori.

Quali sono i sintomi della rottura del crociato?

La rottura del crociato è quasi sempre figlia di un trauma o di un cedimento che si concretizza in maniera estemporanea: il paziente si ritrova a perdere l’equilibrio, percependo distintamente una sensazione di rottura collocata all’interno del ginocchio. A questa percezione si associa un forte dolore, gonfiore localizzato ed un’ovvia difficoltà di articolazione della parte.

Nella maggior parte dei casi il gonfiore ed il dolore tendono a scemare nelle due settimane successive al trauma, mentre il senso di instabilità e di debolezza permane per qualche mese e preclude di poter svolgere regolarmente un’attività sportiva.

Come accertare la rottura del crociato?

La risonanza magnetica è la tecnica diagnostica utilizzata per identificare in maniera adeguata il trauma e per valutarne la gravità.

Una tempestiva diagnosi è opportuna anche per avviare un processo terapeutico efficace e mirato, o per valutare l’esistenza delle condizioni tali da rendere necessario un intervento chirurgico di ricostuzione del legamento rotto.

Risonanza magnetica aperta o chiusa?

La risonanza magnetica può svolgersi mediante l’ausilio di macchinari elettromedicali diversi: sul mercato, infatti, esistono macchinari dotati di struttura aperta ed altri contraddistinti da uno scanner chiuso.

Naturalmente l’effiacia di questa tecnica diagnostica rimane inalterata a prescindere dalla configurazione del dispositivo impiegato per effettuare lo screening.

Come si svolge la risonanza magnetica aperta?

La risonanza magnetica aperta prevede l’impiego di un macchinario munito di uno scanner privo di una copertura aerea. La mancanza di un tunnel chiuso offre indubbi vantaggi pratici in quanto rende possibile lo svolgimento di questo genere di esami anche a soggetti ai quali l’uso di un dispositivo tradizionale lo precluderebbe.

Lo scanner aperto, infatti, facilita l’esecuzione della risonanza per i soggetti in evidente sovrappeso o per coloro i quali sono affetti da difficoltà motorie. Anche i pazienti affetti da claustrofobia traggono ovvio giovamento dal ricorso a questi dispositivi.

La risonanza magnetica aperta al ginocchio

Nella diagnosi e nello studio delle patologie a carico del ginocchio, proprio come nel caso della rottura del legamento crociato, la risonanza magnetica aperta è un esame imprescindibile.

La qualità delle immagini diagnostiche restituite da macchinari all’avangiardia, come il l’Hitachi Lucent disponibile presso lo studio Medical Imaging Polisanitaria Iodice, consentono agli specialisti medici una diagnosi accurata.